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12月28日 Il cigno antropofagoAlla Stazione c’è un bel sole come in altri posti. "Amore mio
dolcissimo, c’è un verme nel caffè". Per punizione c’è l’hamburger. Ci
spingiamo. Abbiamo barbe. Abbiamo fede. Abbiamo sputi. Abbiamo buchi
sul gilet. Siamo accampati sull’aiuola. La colomba morta vola. C’è una
rissa. Bottigliate in faccia. Vuoti a perdere. Guardiamo i treni e gli
aereoplani. Russi e lituani. Ci scambiamo la Peroni e un po’di tonno in
scatola. Il suo bagliore mi scuote come i tuoi ronzii, loro si calmano con la canzone del cigno cantante. Scuote la sua mano fredda per sentire. Tu ti sei fatta strada tra calde ciotole ubriache. Lei succhia per gioco ma è contenta mentre la giornata scorre via. Alla Stazione c’è un bel niente come in altri mondi che sono possibili per me, per te, per chi altro arriverà. Perciò pranziamo e poi pisciamo contro i muri di Milano. Controvento ci sposiamo. Oggi si vola. Oggi si va. Mangiamo a pezzi i nostri figli. E qualche avanzo lo incartiamo dentro un foglio di giornale: prima o poi ci servirà. Amiamo l’Uomo e il suo sapore. I signori e le signore. Il loro eterno roteare come agnello nel kebab. Abbiamo il sushi. Abbiamo il vino. Spezziamo il pane e la schiena al cane. Non c’è sindacato. Non c’è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte. Muoio. Ho fame, amore mio. Dice il governo che è passato ormai l’inferno e ti ho sposato. Qui fra i topi neri e i fiori il cranio ti ho mangiato. 12月19日 Dylan e il vino di coca.I grilli canticchiano, l'acqua è alta. C'è un soffice vestito di cotone sul filo ad asciugare. La finestra aperta, alberi africani piegati all'indietro dall'uragano. Non un a parola di addio, non un messaggio. L'uomo col lungo cappotto nero è andato via. Qualcuno l'ha visto aggirarsi in quel bar ai confini della terra. Le ha chiesto se voleva da bere. La sua voce sembrava finta. Qualcuno ha detto che ha citato la Bibbia. C'era molta polvere sugli stivali dell'uomo col lungo cappotto nero. L'altro giorno in chiesa il prete ci ha fatto un sermone, ci ha detto che l'anima di ogni uomo è vile e depravata, non puoi contare su di essa per farla tua guida, cercherai solo di soddisfare te stesso. Quelle parole non furono facili da digerire, restarono incastrate in gola. L'uomo col lungo cappotto nero è andato via. C'è gente che dice che non esistono errori nella vita, a volte mi piace vederla così: la gente non vive, la gente non muore, galleggia e basta. L'uomo col lungo cappotto nero è andato via. C'è nebbia sull'acqua, è lì da Giugno. Alberi sradicati sotto la luna crescente. Si sente il battito, la vibrazione e la forza distruttiva della terra. Qualcuno prende a calci un cavallo morto. L'uomo col lungo cappotto nero è andato via. Non ha detto nulla e non c'è nulla che abbia scritto. 12月13日 Ricordi dall'AssembleaE adesso che farò, non so che dire, ho freddo come quando stavo solo. Ho sempre scritto i versi con la penna, non ho ordini precisi di lavoro..
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani e quelli che rubavano un salario, i falsi che si fanno una carriera con certe prestazioni fuori orario. Ho speso quattro secoli di vita e ho fatto mille viaggi nei deserti perché volevo dire ciò che penso, volevo andare avanti ad occhi aperti. Adesso dovrei fare le canzoni con i dosaggi esatti degli esperti, magari poi vestirmi come un fesso per fare il deficiente nei concerti. Non so se sono stato mai poeta e non mi importa niente di saperlo. Riempirò i bicchieri del mio vino: non so com'è però vi invito a berlo.
E le masturbazioni cerebrali le lascio a chi è maturo al punto giusto, le mie canzoni voglio raccontarle a chi sa masturbarsi per il gusto.
Canterò le mie canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro. E non so se avrò gli amici a farmi il coro o se avrò soltanto volti sconosciuti canterò le mie canzoni a tutti loro e alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti. 12月11日 Divagazione Alcolica #16160 e #16161Divagazione Alcolica #16160 (I'm in love with my beer) Io e l'alcool siamo due innamorati. Purtroppo come in tutte le storie d'amore prima o poi lui si stancherà di me e mi farà del male. Fino ad allora, però, voglio vivere appieno la mia storia con lui. Divagazione Alcolica #16161 (Sulle relazioni che finiscono) Troncare una relazione è come smettere di fumare. Va tutto bene finché qualcuno non si accende la sigaretta. 12月9日 Così.Non amo trincerarmi in un sorriso, detesto chi non vince e chi non perde. Non credo nelle sacre istituzioni, di gente che ha il potere e se ne serve: giocattoli di carta in mano ai pazzi puntati su milioni di persone. Tu ascolti tutto e cerchi di capirmi, finendo poi per fare confusione e dici che per te non sono in pace. Certo che almeno in questo mi conosci. Nell'attimo che brucia la ragione io butto al fuoco tutte le mie croci e semino i miei fatti personali mischiati a tutto quello che è sociale. Vivo con la stessa indipendenza gli scandali le guerre o la spirale. Mi dici che una regola ci vuole, qualcuno deve pure aver ragione. Sarà forse che sono diffidente ma i capi non sono altro che persone e trattano le masse come capre: tosando e macellando l'eccedenza, sacrificando al fatto personale le madri, i figli, i padri e la decenza. Si macchiano dei crimini più bassi per conservare il posto da sedere, le chiese, il parlamento, i sindacati, le banche e gli altri centri del potere. Gli amici sai, gli amici tante volte mi dicono che sono un piantagrane: che parlo senza un poco di rispetto, che amo più gli oppressi o le puttane. Ma sono fatto così e non ci posso far niente prendimi pure così come mi accetta la gente che mi sorride e che mi lascia parlare però non mi sente, Il giorno in cui, non si sa perché, si fa l'albero di NataleL'albero di Natale ha una stella in cima per ricordare la cometa di Betlemme. E le palle per ricordare Chuck Norris. 12月7日 Morte di un orsetto di pelouche.Scese dalla luna, dalla luna piena, per cercar fortuna e la fortuna non trovò. Rimbalzò sul fieno, tese la sua mano al primo tipo strano che vicino capitò. Era un bel bambino con un giglio al dito, strinse la sua mano di pelouche. Era un assassino, figlio di Caino. Strinse la sua mano e la sua gola dopo un po'. Morte senza gloria, fine della storia. Morte di un orsetto, di un orsetto di pelouche. Era un bel bambino con un giglio al dito, strinse la sua mano di pelouche. Era un assassino, figlio di Caino, strinse la sua gola di pelouche. (Musica per Bambini) 12月3日 Divagazione Alcolica #16159La diarrea, quando vuole sorprenderti, potrebbe pagarti da bere, offrirti un caffè, regalarti qualcosa, invitarti a una festa invece di farti correre in bagno come un ossesso. 12月1日 Suonatore Indipendente.Schizza la mente quando la si tende. Si contorce si espande. Se risucchiata ruggisce di dolore e di piacere. Calore che irradia in onde rotonde. Gelo verticale, cunei sparati giù a frantumare.Doma di bimbo doma di cavallo condizione dell'uomo e non è facile sai. Non è facile mai. Probabili cadute su disastri annunciati. Connessioni smarrite, tempi mal calcolati. L'apocalisse è quello che c'è già. Mistica biomeccanica. Eonica soap opera puntate quotidiane. Assegnate le parti corrono le comparse. Del resto... M'IMPORTA NA SEGA SAI...MA FATTA BENE CHE NON SI SA MAI. Tabula rasa elettrificata. |
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