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Where is my mind?Blog che strumentalizza la violenza domestica e l’abuso di alcool per ingraziarsi la stima di un nugolo di studentelli acneici e colletti bianchi grossolanamente camuffati da pensatori liberi della sinistra critica. |
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24 noviembre Come diventare un grande scrittore (che CB dall'Inferno mi perdoni) Devi scopare un sacco di donne,
belle donne. E scrivere qualche poesia d'amore passabile. E non ti preoccupare dell'età
e degli ultimi arrivati. E bevi birra. Vai alle corse almeno una volta alla
settimana. E vinci,
se possibile.. Imparare a vincere è difficile. Qualsiasi fesso sa perdere. Non fare troppa ginnastica. Dormi fino a mezzogiorno. Evita le carte di credito
e non pagare mai
puntualmente. Ricordati che non c'è un bel pezzo di figa
al mondo che valga più di 50 dollari. Come il ragno
sii paziente. Il tempo è la croce di tutti,
con
l'esilio
la sconfitta
e la slealtà. Tutte stronzate. Non lasciare la birra. La birra fa sangue. Ti fa instancabile amante. Prenditi una bella macchina...da scrivere. E mentre i passi vanno su e giù
fuori dalla tua finestra
dacci dentro. Dacci dentro forte. Come un combattimento di pesi massimi. Come la prima carica di un toro. E ricordati le vecchie pellacce
che si sono battuti così bene :
Hemingway, Céline, Dostoevsky, Hamsun. Se pensi che loro non impazzirono
nelle loro camerette
proprio come ti capita adesso, senza donne, senza mangiare,
senza speranze,
allora non sei ancora pronto. Bevi altra birra. C'è tempo. E anche se non c'è
va bene
lo stesso. E se sei capace di amare...ama prima te stesso. Ma tieni sempre presente la possibilità
di perdere tutto. Sia che il motivo della sconfitta
ti sembri giusto o no. Un assaggio prematuro della morte non è necessariamente un male. Stai alla larga dai musei, dai preti e dalle chiese. E non scordare la birra. 21 noviembre Non male i personaggi, è la trama di questa vita che fa cagare.E' colpa mia
se siamo diventati indifferenti. Più poveri, più tristi
e meno intelligenti. E' colpa mia che non mi curo delle tue speranze. Forse perché delle idee
non so più che farne. E' colpa mia. Non ci avevo mai pensato. E' colpa mia. Non presto mai troppa attenzione. E' colpa mia
perché non prendo posizione. E' colpa mia. Mi crolla il mondo addosso. Se ci penso
non me ne frega niente. E' colpa mia:
ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te. E nessuna spiegazione. Soltanto quando è troppo tardi
ti ricordi ch'è tutto vero. Ho aperto gli occhi all'improvviso
e ho visto te. E nessuna spiegazione,
figlia mia. Ci pensi? Un giorno
tutto questo sarà tuo. Neppure se ti vedo piangere
riesco ad essere felice. Neppure se ti parlo veramente
quando ti dico
che per me non conti niente. Neppure tu. E' una vita spesa male
ma tanto ormai è finita. E lo sai
perché è finita? Era un autunno
mentre l'inverno si avvicina. E' colpa mia
se siamo diventati indifferenti. Più poveri più tristi
e meno intelligenti. Perché non mi curo
delle tue speranze. E' colpa mia
se siamo diventati indifferenti. Per piccoli egoismi
e altrettante bugie. E nessuna spiegazione. Figlia mia, ci pensi? Un giorno
tutto questo sarà tuo. 15 noviembre Divagazione Alcolica #16190 (Ode a me stesso) Perché sarebbe bello. Perché sarebbe bello se tu apparissi da dietro l'angolo, pochi metri fuori casa mia. Apparissi e mi dicessi che è solo un brutto sogno. Che va tutto bene. Che quello che sta accadendo è solo un incubo. Ma se ciò accadesse sarebbe solo una bugia. La realtà non è bella. L'inferno è umido. L'inferno è solitudine. L'inferno è un relitto in mezzo al nulla. Uniche amiche le onde. Unica speranza la morte. Che non arriverà mai. O troppo tardi. Il che non fa alcuna differenza, ora come ora. Uomo, perché non ti lasci guidare dalle tue sensazioni? Sei stato in sella finora. E' un bel po' di tempo. Si, lo so, sei un duro, ed hai le tue ragioni. Ma tutto ciò che ti ha dato piacere in un modo o nell'altro ti ha ferito. Sei sempre a cercare la tua regina di quadri. Ti farà del male appena potrà. La regina di cuori sarà sempre la tua più grande scommessa, aspettarla. Ma arriverà? Aspettarla arrivare. Ci sono buone carte, che aspettano sul tavolo. Ma, come al solito, vuoi ciò che non riuscirai ad avere. Uomo, non stai diventando più giovane col tempo. Il tuo dolore e la tua fame ti stanno guidando verso casa. E la libertà e solo qualcosa di cui si parla troppo. La tua prigione ti cammina a fianco. I tuoi piedi non hanno freddo in questo inverno in cui non sembra nevicare ed il sole non splende? Non è facile distinguere la notte dal giorno. Stai perdendo tutti i tuoi alti e bassi. Non è ironico quando i sentimenti svaniscono? Uomo, perché non ti lasci guidare dalle tue sensazioni? Sei stato in sella finora. E' un bel po' di tempo. Si, sta piovendo. Ma c'è un arcobaleno alla fine della strada. Riuscirai a farti amare da qualcuno. Riuscirai a farti amare.Ci riuscirai. Prima che sia troppo tardi. 13 noviembre Fofìfefòfinalménteèmomòèmomòrta Di solito mi piace essere sibillino, ambiguo, iperbolico, omettere particolari. Stasera no. Sarò il più chiaro possibile. Per quanto questo possa essere permesso dal mio voler necessariamente ostentare la mia cultura di base e dai miei disturbi della personalità. Perché alla gente piace interpretare. E quando interpreta, crea più problemi di quanti ne risolva. Ieri sera ascoltavo una checca isterica malata della sindrome di Tourette scalmanare e salmodiare. Parlava e gridava. Gesticolava freneticamente come mossa da spasmi tarantuliani. Come darle torto. Aveva ragione. Su una cosa più di tutte. Rincorrere i sogni, per quanto siano stupidi e inutili, fini a sé stessi, puerili, inadatti a questa realtà così operosa, opulenta e vanitosa, mi ha sempre portato fortuna. Non che sia mai riuscito a realizzarli, questi sogni, sia ben chiaro. Salvo poche ed insignificanti eccezioni. Ma in ogni caso rincorrerli mi ha dato sempre modo di ridimensionarli, rendermi conto che non ne valeva la pena, in alcuni casi. In altri casi la mancata realizzazione ha sempre portato ad un misero, scarno, glabro, squallido e compassionevole, (se rapportato all'immensità ddel sogno) premio di consolazione, che non avrebbe avuto adito se non avessi rincorso il sogno in questione. Ad un contentino, come si suol dire. Quel che basta a farti dire "Però, non è andata male". Ed è dei contentini che faccio tesoro. Piccole cose. Che servono a non far pensare a quanto sia buia e tetra una delusione. Rincorrere un sogno mi ha sempre portato fortuna. Chiamatela rassegnazione, chiamatelo ottimismo, chiamatela ipocrisia. Io lo chiamo vivere. Vivere ed andare avanti. Nonostante tutto. Nonostante tutti. 09 noviembre Non sono un duro, in fondo.
Ogni tanto mi posso permettere di essere anche malinconico. Vem kan segla förutan vind? Jag kan segla förutan vind, Chi mai può navigare senza vento? |
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